Descrizione
Cari seminaristi, non abbiate ideali vaghi e teorici; nella vostra futura vita sacerdotale non avrete da incontrarvi con dei cartoni animati ed animati secondo il vostro gusto, bensì con una realtà di fatti e di uomini concreti. Troverete ferite vere, dubbi profondi e storie complesse che non si adatteranno mai ai vostri schemi accademici.
Non abbiate paura di questa complessità: è proprio lì che abita lo Spirito Santo. Siete voi che dovete andare verso gli altri; mentre non è detto che gli altri vengano sempre verso di voi. Il ministero che vi attende non è un ufficio in cui aspettare, ma una missione che vi spinge a uscire, a percorrere le strade e a cercare chi si sente smarrito o escluso. L’iniziativa dell’amore spetta sempre a voi.
Tutto ciò significa molto. È il pastore per le pecorelle, non sono le pecore per il pastore (cfr. Gv. 10, 1 sgg.). Il sacerdozio non è un privilegio per affermare se stessi, ma un dono per consumarsi nel servizio. Preparate il vostro cuore fin da ora a questa consegna totale, perché solo perdendo la vita per il gregge troverete il senso pieno della vostra vocazione.
